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    July 17

    buon compleanno a me

    buon compleanno a me!! ebbene sì, oggi compio gli anni.... 23!!! ed è proprio un bel giorno.... stamattina ho fatto l'ultimo esame, e sono ufficialmente in vacanza!!
    ah, che bello!! voglio godermi qualche giorno di "dolce far niente", sole, mare, divertimento!!! e stasera, offro da bere a tutti!!! voglio il regalo, però!! :-)
    ciaoooooooooo
    July 12

    elogio della follia

    Spesso mi capita, e capita a molti, di pensare di essere folle.... di essere continuamente in preda ad una inspiegabile euforia...
    Ci sono momenti in cui la mente si perde tra pensieri irrealizzabili, desideri ardimentosi...  sempre alla ricerca di nuove emozioni, di nuovi stimoli....
    con lo sguardo volto all'orizzonte, e l'animo pronto ad accogliere le sfide che si celano oltre i suoi limiti....
    cos'altro, se non la follia, può guidare l'uomo nelle sue sfide quotidiane, rendendo ogni piccolo attimo dolce ,e piccante, al tempo stesso...??
    dunque, sento anch'io di dover tessere qualche lode, a favore della forza che sento pulsare dentro di me, ogni volta che chiudo gli occhi e mi abbandono alla vita....
    e chi altri , se non Erasmo da Rotterdam, può fare a caso mio ??  è suo l'Elogio alla Follia....
     

    "In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perchè la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: press'a poco nella proporzione di mezz'oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l'ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i principi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finchè lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.   (…..)

    Insomma, senza di me nessuna società, nessun legame potrebbe durare felicemente. Il popolo si stancherebbe del principe, il servo del padrone, la serva della padrona, il maestro dello scolaro, l'amico dell'amico, la moglie del marito, il locatore del locatario, il compagno del compagno, l'ospite dell'ospite, se volta a volta non s'ingannassero a vicenda, ora adulandosi, ora facendo saggiamente finta di non vedere, ora lusingandosi col miele della Follia.  (….)

    In verità ci sono due specie di follia. Una scaturisce dagli inferi tutte le volte che le crudeli dee della vendetta, scatenando i loro serpenti, suscitano nei cuori dei mortali ardore di guerra, o insaziabile sete di oro, o amore turpe e scellerato, parricidio, incesto, sacrilegio, e altri consimili orrori; oppure quando travagliano con le furie e le faci tremende, un animo conscio dei propri delitti. L'altra, non ha nulla in comune con questa; nasce da me e tutti la desiderano. Si manifesta ogni volta che una dolce illusione libera l'animo dall'ansia e lo colma, insieme, di mille sensazioni piacevoli. Proprio questa illusione Cicerone, scrivendo ad Attico, augura a se stesso come un gran dono degli Dei, per potersi liberare dall'oppressione dei gravi mali incombenti. Nè aveva torto quell'argivo che era pazzo al punto da sedere da solo in teatro per giornate intere, ridendo, applaudendo, godendosela, perché  credeva vi si rappresentassero tragedie bellissime, mentre non si rappresentava proprio nulla. Eppure, in tutte le altre faccende della vita, era perfettamente normale: cordiale con gli amici, "gentile con la moglie, capace di perdonare ai servi e di non dare in escandescenze se il sigillo rotto denunciava la bottiglia aperta". Guarito dalle cure dei familiari che gli somministrarono le medicine del caso, tornato del tutto in sé , così  si lamentava con gli amici: "Per Polluce! m'avete ammazzato, amici miei, e non salvato, privandomi del piacere e togliendomi con la forza quella mia così  dolce illusione". (….)

    uno è tanto più felice quanto più la sua follia è multiforme, purchè si mantenga entro il genere a me peculiare: un genere così diffuso che non so se fra tutti gli uomini se ne possa trovare uno solo che sia costantemente saggio, e che sia del tutto immune da una qualche forma di pazzia.(….)

    A pochi la bellezza, dono di Venere; meno ancora sono quelli a cui tocca l'eloquenza, dono di Mercurio; non molti hanno in sorte, col favore di Ercole, le ricchezze, nè il Giove omerico concede a tutti l'imperio. Spesso Marte nega il suo appoggio ad entrambi i contendenti. Parecchi lasciano il tripode di Apollo con la tristezza in cuore. Il figlio di Saturno scaglia spesso i suoi fulmini; a volte Febo coi suoi dardi diffonde la peste. Nettuno ne uccide più di quanti ne salva; per non menzionare cotesti Veiovi, Plutoni, Sventure, Pene, Febbri, e simili, che non sono divinità ma carnefici. Io, la Follia, sono la sola a stringere tutti ugualmente in così generoso abbraccio.(….)

    Vedo che aspettate una conclusione: ma siete proprio scemi, se credete che dopo essermi abbandonata ad un simile profluvio di chiacchiere, io mi ricordi ancora di ciò che ho detto. Un vecchio proverbio dice: "Odio il convitato che ha buona memoria". Oggi ce n'è un altro: "Odio l'ascoltatore che ricorda". Perciò addio! Applaudite, bevete, vivete, famosissimi iniziati alla Follia."